Come si risparmia l’acqua in cucina?

COME SI RISPARMIA L’ACQUA IN CUCINA?

Da un rubinetto aperto escono 12 litri di acqua al minuto circa. Una perdita insignificante si può tradurre in realtà con uno spreco dai 30 ai 100 litri di acqua al giorno.

Vivendo in una parte del mondo in cui abbonda relativamente, spesso non si pensa che l’acqua è un bene soggetto ad esaurimento. Per questo è importante preservarla dagli sprechi quotidiani.

La cucina è uno dei posti della casa in cui si ripetono più spesso, eppure bastano pochi semplici gesti per ottimizzarne il consumo, utilizzando solo quella che serve veramente.

Acqua e lavaggi

Se lavi i piatti a mano, è facile sprecare acqua senza che te ne accorgi, per esempio insaponando e risciacquando stoviglie e posate una a una, sotto l’acqua corrente.

L’ideale sarebbe utilizzare l’acqua solo inizialmente, per la dose di detersivo che ti serve. Mentre insaponi le stoviglie, raggruppale in una rastrelliera per risciacquarle poi tutte insieme: per lo stesso risultato avrai tenuto il getto aperto per molto meno tempo.

Se invece utilizzi una lavastoviglie, adotta sempre le impostazioni più adatte al tipo di lavaggio che effettui (come l’opzione “mezzo carico” se hai poche cose da lavare) per ridurre al minimo l’impiego di acqua ed energia.

Lava subito i piatti dopo i pasti: lo sporco incrostato richiede molta più acqua e detersivo. Anche lavare la frutta e la verdura sotto l’acqua corrente è una cattiva abitudine. Tenendola a bagno per qualche minuto con un po’ di bicarbonato si otterrà un risultato analogo, se non migliore dal punto di vista dell’igiene.

Anche il frangiflutto si rivela un ottimo aiuto: è una retina applicata al foro di uscita che “rompe” il getto dell’acqua miscelandola con l’aria. In questo modo la potenza lavante aumenta, permettendo di ridurre il quantitativo d’acqua impiegato.

Acqua e temperature…

Come si organizza un buffet?

COME SI ORGANIZZA UN BUFFET?

Anche una soluzione informale come un pranzo o una cena a buffet ha le sue regole ben precise. Da osservare per ottenere un risultato perfetto.

Disposizioni generali

A casa. Se il ricevimento si organizza all’interno di una casa, si possono scegliere diverse disposizioni: si può addossare il tavolo a parete (lo spazio fruibile sarà sui tre lati) oppure collocarlo al centro della sala (gli invitati si potranno accostare da tutti i lati). Nel caso in cui il numero dei commensali fosse piuttosto alto, si può organizzare un buffet doppio sul tavolo: piatti, tovaglioli, posate e vivande verranno distribuiti in maniera speculare da un lato e dall’altro, in modo da dare la possibilità di distribuirsi in maniera indifferenziata da entrambe le parti.

Essenziale, comunque, è cercare di allargare il più possibile gli spazi per il passaggio delle persone: una buona idea è spostare i divani e le credenze alle pareti, e magari dedicare un tavolino alle sole bevande. In questo, al centro verrebbero collocate tutte le bottiglie, e intorno i bicchieri. Importantissima la presenza del ghiaccio, che deve essere sempre abbondante. Le bevande vanno servite fredde.

All’aperto. Valgono le stesse regole di disposizione illustrate sopra. L’unica cosa a cui si deve fare attenzione è che sia il tavolo con le pietanze, sia gli ospiti possano rimanere sempre all’ombra, naturalmente per quei buffet che si svolgono di giorno.

Presentazione del cibo

Per permettere a tutti di scegliere velocemente quello che desiderano assaggiare, è necessario che tutti i cibi siano già accuratamente sporzionati (presentare per esempio prosciutto o rostbeff già a fette) o che non richiedano un appoggio per essere sminuzzati. Anche per un pasto a buffet vale l’ordine classico delle portate (antipasti, primi, secondi e dessert). Ogni volta che si finisce con una pietanza, si deve prima …

Come scegliere la lavastoviglie

COME SCEGLIERE LA LAVASTOVIGLIE

Secondo appuntamento con la guida di Kitchens.it dedicata alla scelta degli elettrodomestici. Questa volta parliamo di lavastoviglie.

Le prime domande da farvi

Prima di tutto occorre pensare a quanti siete – o prevedete di essere – in famiglia.

Acquistare una lavastoviglie con una capacità di carico superiore alle vostre esigenze è un dispendio di soldi, acqua ed energia; allo stesso modo è svantaggioso sceglierne una con una capacità di carico ridotta: rischierete di fare diversi lavaggi prima di poter pulire tutte le stoviglie.

I modelli si distinguono per numero di coperti, le stoviglie che possono servire a una persona . Un coperto, secondo l’unità di misura IEC comprende 1 piatto fondo, 1 piatto piano, 1 piatto piccolo da contorno, 5 posate, 1 bicchiere, 1 tazza di caffè con sottotazza, 1 insalatiera grande e 1 insalatiera piccola, 1 coppa portasalsa, 1 piatto ovale, 1 forchettone 2 cucchiai e 1 mestolo.

A una famiglia di due persone basterà una lavastoviglie da almeno 6 coperti; a una numerosa (4 o 5 persone), ne servirà una da 9/12.

Altre caratteristiche da considerare

Nel caso della lavastoviglie, le classi di efficienza indicano i consumi energetici, l’efficacia di lavaggio e l’asciugatura.

I modelli di classe A (la più efficiente) permettono una riduzione dei consumi del 30% rispetto a una macchina tradizionale.

L’etichetta indica anche il livello di rumorosità: questo valore, che va da 40 a 54 decibel, è molto importante perché una lavastoviglie silenziosa non disturba se trascorrete molto tempo in cucina o se il muro con gli attacchi dell’acqua confina con quello di un altro appartamento.

Molte tipologie sono dotate di una tecnologia elettronica che rende più semplice e immediata la selezione dei programmi. Esistono anche funzioni che riescono a memorizzare quello più usato o sistemi che adattano il lavaggio in …

Come risparmiare l’acqua da bere

COME RISPARMIARE L’ACQUA DA BERE

Risparmiare sull’acquisto delle bottiglie di acqua è un’ottima azione nei confronti del tuo portafoglio, dell’ambiente e anche della tua salute. Comprarle richiede infatti una spesa, uno sforzo per portarle a casa e un impegno a riciclare vetro e plastica.

Oggi esistono molte soluzioni per avere acqua potabile in casa, che non richiedono un intervento strutturale sull’impianto idraulico.

Le caraffe filtranti sono recipienti che consentono di migliorare in modo immediato la qualità dell’acqua del rubinetto.

Sono molto economiche e semplici da usare: basta riempirle con acqua di rubinetto e aspettare che questa passi nell’apposita cartuccia filtrante.

La loro capacità varia da 1 a 3,5 litri e la cartuccia dura circa un paio di mesi o 100/150 litri.

Molte varietà, come quella di Ariete (foto sopra), sono dotate di un timer nel coperchio, che serve come promemoria per ricordarti di cambiare la cartuccia.

Alcuni modelli (nella foto a destra quello di Brita) si distinguono anche per la presenza di speciali dispositivi tecnologici in grado di verificare con precisione le prestazioni di filtrazione, misurando la durezza dell’acqua e la presenza di eventuali residui di sostanze nocive.

In questo modo potrai esser sicuro di bere sempre un’acqua purissima o, in caso di problemi, rifiltrarla.

Se preferisci bere acqua frizzante, esistono speciali strumenti in grado di potabilizzare e rendere effervescente l’acqua del rubinetto o altre bibite.

Si tratta dei gasatori (nella foto il modello di Sodastream), apparecchi dotati di cartucce di anidride carbonica. Anche il loro funzionamento è piuttosto semplice: vi occorre una bottiglia piena della bibita che andrà avvitata al corpo della macchina. Poi basta scegliere la quantità desiderata di bollicine e premere il bottone: il gioco è fatto!

Autore: Dagmara Bastianelli…

Collezione da aperitivi

COLLEZIONE DA APERITIVI

Abbiamo in casa servizi di piatti per ogni occasione, accessori e pentole studiate per cuocere al meglio ogni pietanza, e sempre di più la nostra attenzione è attirata da completi e accessori specialisti per avere sempre l’oggetto giusto, nella situazione giusta.

E allora, al di fuori dei classici pasti, più o meno informali, l’aperitivo è una situazione sempre più frequente ed amata dagli italiani. Spesso è un’alternativa piacevole alla cena, meno informale, più sfiziosa. Si presta ad essere consumato in piedi o seduti in salotto e favorisce quindi una certa socialità.

Che cosa ci serve per allestire una tavola durante un aperitivo? Quali “pezzi” non dovrebbero proprio mancare per questa occasione?

Siamo andati a curiosare all’interno della collezione Cive, curatissima e pregiata per la lavorazione artigianale di un vetro che diventa materia dalle mille forme e dai tanti colori.

La carrellata inizia ovviamente con un pezzo forte e centrale: le pratiche ciotole in vetro trasparente, divise a spicchi, perfette per stuzzichini, olive e salatine. Sono classiche nella loro linea rotonda.

Con un taglio più moderno è la soluzione con vaschette rettangolari, sempre collezione Harry’s, a cui si può abbinare il grande centrotavola, sempre in vetro trasparente. Qui il design gioca tra la forma esterna quadrangolare e le divisioni interne leggermente ondulate.

Curioso, originale, molto curato e lavorato nei dettagli è il piatto per i formaggi. Un vetro molato che riporta sulla superficie lavorate le scritte dedicate ai nomi più famosi del formaggio.

Ed infine non possono mancare bicchieri e spumante, appoggiato nel suo portaghiaccio, rigorosamente trasparente. I bicchieri dalla classica forma triangolare, stile Martini sono della linea Bacco di Cive.

LINKS CONSIGLIATI:…

Cinque fuochi in 60 cm: la sfida di Candy

CINQUE FUOCHI IN 60 CM: LA SFIDA DI CANDY

Applicare il concetto di cottura multifunzione altamente specializzata in un piano da 60 cm. Questo l’ambizioso obiettivo che Candy ha affidato alla capacità progettuale di Giancarlo Vegni, il designer che da oltre cinque anni collabora con l’azienda nella creazione di elettrodomestici tecnologicamente aggiornati, efficienti, facili da usare e capaci di integrarsi con le ultime tendenze dell’arredamento.

La sfida

Una sfida difficile che Candy ha colto e interpretato con la pulizia formale della linea Plan.

Un segno estetico fortemente contemporaneo, che veste un concetto di organizzazione dello spazio altrettanto all’avanguardia. I comandi frontali, quattro manopole e un pulsante, sono concentrati in una zona che fuoriesce lievemente dalla linea del bordo perimetrale, sottolineato dalla stessa cornice di tutti gli elettrodomestici.

Una soluzione che lascia maggiore spazio ai fuochi e alla piastra, consentendo una immediata leggibilità e fruizione dei comandi stessi. Le manopole, il cui disegno riprende quelle del forno Plan, comandano i quattro fuochi, posizionati vicino al bordo per consentirne un utilizzo più ergonomico e sicuro.

Il Quinto Fuoco in 60 cm

Una disposizione che lascia libero un prezioso spazio al centro, sopra il cruscotto comandi, dove il designer ha progettato una piastra elettrica detta “Quinto fuoco”. Questa piastra agiuntiva è perfetta per la caffettiera ad esempio, oppure si può trasformare in una pratica bistecchiera grazie alla piastra in ghisa, in dotazione sui modelli top di gamma, da appoggiare sui fuochi a gas.

La cottura multifunzione e Candy

Il concetto di cottura multifunzione trova oggi la sua prima applicazione nella linea Plan, ma può essere immaginato e interpretato in futuro anche nelle altre linee estetiche proposte dagli elettrodomestici da incasso Candy. Un progetto “in progress” che segna un nuovo capitolo nella storia della cottura. Una conferma della capacità di Candy di progettare soluzioni …

Che cos”e” un detersivo biodegradabile?

CHE COS’E’ UN DETERSIVO BIODEGRADABILE?

I detergenti e i detersivi sono sostanze che utilizziamo in grande quantità in cucina. In lavastoviglie, per lavare i piatti ma anche per detergere le superifici di lavoro e i pensili. Ma quali sostanze usiamo in realtà ogni giorno? Che cosa è un detergente sintetico? E quello biodegrabile? Che cosa sono i tensioattivi presenti nei comuni detergenti? Iniziamo allora un viaggio di approfondimento nel mondo dei detersivi.

Per detergente s’intende una sostanza che, introdotta in un bagno di lavaggio, facilita la rimozione della sporcizia dal corpo da lavare, diminuendo le forze che tengono unito lo “sporco” ed aumentando le forze di attrazione tra lo “sporco” e il bagno di lavaggio.

Queste forze sono dette tensioni superficiali e le sostanze, contenute nei detergenti, che modificano queste forze sono perciò dette tensioattivi.

Attualmente la categoria dei detergenti comprende i saponi ed una serie di composti classificati genericamente come “detergenti sintetici”.

E’ bene sapere che quando si parla di “biodegradabilità” di un detergente, ci si riferisce unicamente al grado di biodegradabilità dei tensioattivi contenuti nella formulazione del prodotto.

E’ necessario quindi capire cos’è un tensioattivo, la cui definizione scientifica suona così: “dicesi tensioattivo quel tal componente che riduce la tensione superficiale dell’acqua più di -400 Dine/cmq.”

Per comprendere meglio il concetto di “tensione superficiale dell’acqua”, immaginiamo un bicchiere d’acqua riempito a metà nel quale immergiamo una sottile lamella metallica; sollevandola molto lentamente noteremo che l’acqua tende a resistere sulle superfici della lamella, cercando di trattenere la lamella stessa. In alternativa osserviamo come la superficie dell’acqua in un tubo sottile, non è piatta, ma aderendo alla superficie interna del tubo, sia chiaramente convessa. Tale tensione è una forza che, con opportune apparecchiature, è perfettamente misurabile.

Avendo chiaro il concetto di tensione superficiale, intuitivo diventa capire la funzione dei tensioattivi: …