Dopo il Feng Shui arriva il Wabi Sabi

DOPO IL FENG SHUI ARRIVA IL WABI SABI

Dopo essere stati invasi dalla filosofia-moda del Feng Shui proveniente dall’esotica Cina, prepariamoci ora alla novità del 2003: il Wabi-Sabi. Negli States sta prendendo piede proprio in questi mesi, e tutto lascia credere che inonderà le terre europee entro poco tempo.

Un’antica filosofia giapponese

Nato dalla reinterpretazione dell’antica filosofia giapponese Wasabi, il Wabi-Sabi non troppo diversamente dal Feng-Shui, aiuta a riportare armonia, equilibrio e salute negli ambienti della propria casa.

Ma in cosa si differisce il Wabi-Sabi dal Feng Shui sostanzialmente? Potremmo dire, con una inevitabile (in questo contesto) semplificazione delle due filosofie, che il Feng Shui ordina la circolazione di energie attraverso un’appropriata collocazione di mobili e arredi, nonchè grazie all’uso del colore. Il Wabi-Sabi ricerca armonia nella ricchezza spirituale della bellezza, nella ricerca della semplice naturalità di ogni singolo oggetto e quindi nella semplicità.

Profondamente influenzato dallo zen buddista, l’antica disciplina fiorita attorno al XVI secolo si propone di fondere il concetto di “wabi” – con cui si definisce tutto ciò che è vivo, fresco e semplice – con il concetto di “sabi”, oggetti la cui bellezza dura nel tempo. Ciò che si ottiene è una definizione di bellezza non comune nella nostra cultura e nella nostra storia in quanto enfatizza ciò che è imprevedibile, imperfetto e incompleto. Nel Wabi-sabi bisogna trovare un delicato equilibrio tra il possedere l’oggetto e mantenere un certo distacco da esso.

Il Wabi-sabi nell’arredamento della cucina

Riportato nel mondo della casa non significa certo una mescolanza senza ordine o criterio di mobili e materiali, ma trasforma in una luce particolare tutti gli oggetti più semplici di uso quotidiano: una vecchia caffettiera, un piatto in porcellana della nonna. Può essere “wabi-sabi” tutto ciò che è rustico e semplice e rigorosamente natura.

Wabi-Sabi in cucina significa pensare …

Fonti luminose protagoniste di nuovi percorsi di luce

FONTI LUMINOSE PROTAGONISTE DI NUOVI PERCORSI DI LUCE

Le lampade possono essere considerate protagoniste della casa perché illuminano e dominano ogni ambiente. Moderne ed eleganti, dalle forme e dai materiali pregiati trasmettono non solo luce, ma anche emozioni. Possono essere decorative o luminosissime e iper-funzionali, capaci di rendere uno spazio accogliente e adatto a diverse esigenze di design e di gusto.

La Big Bang Led o S24 di Aldabra è una lampada a sospensione con un design eccentrico ed accattivante, ma allo stesso tempo minimale per materia e forma. Rende glamour ogni ambiente. Ha dimensioni variabili; si presenta come un rosone in metallo cromato con antenne telescopiche e terminali luminosi con Led ad alta efficienza, dalla luce colorata o bianca. Le fonti luminose utilizzate nella lampada hanno un consumo ridotto rispetto ad una lampadina tradizionale, non producono calore, non emettono frequenze ultraviolette ed infrarosse e non contengono sostanze inquinanti.

Da lampade in metallo a quelle in vetro. Nastro 07 di Andromeda è una collezione che si contraddistingue per l’innovativa tecnica muranese di lavorazione del vetro che rende luminescente ogni suo elemento; Sono state disegnate da Tobia Scarpa e Afra Bianchin con la collaborazione di Philippe Starck e Karim Rashid. Si distinguono per un design caratterizzato da un effetto dinamico e filante della luce tra gli elementi di vetro.

La combinazione di modernità e creatività determina una nuova eleganza informale.

Si possono definire vere e proprie sculture luminose che si contraddistinguono per l’ irregolarità dei nastri in strutture metalliche.

Sono disponibili 12 versatili costruzioni con 23 colori diversi. Il nuovo colore kajal (bianco e nero) è in grado di emanare in sintesi due opposti (luci e ombre), regalando un tocco di eleganza particolare a tutti gli spazi.

Autore: Lucia Fedrighelli…

Crea la tua lista nozze

CREA LA TUA LISTA NOZZE

Kitchens.it ha preparato per te una guida di consigli per aiutarti ad affrontare la questione lista nozze.

In questa prima parte parleremo della tavola, presentandoti il servizio per tutti i giorni e quello per le occasioni speciali.

Piatti: non solo ceramica!

Il set di piatti deve comprendere almeno dodici pezzi per ogni tipo (piani, fondi e da dolce), oltre a una zuppiera, tre o quattro piatti grandi da portata e uno da dessert.

Per le occasioni speciali è meglio un design non troppo stravagante, che sia adatto a ogni tipo di ospite (genitori, amici, colleghi, ecc) e rimanga attuale nel corso del tempo.

Non è indispensabile che risponda ai canoni della classicità, ma potrai scegliere anche qualcosa di inusuale,

come un materiale trasparente o una tonalità raffinata (ad esempio l’oro o l’argento).

Per quello quotidiano invece puoi scegliere qualcosa che ti colpisca perché in questo caso l’importante è che sia resistente e con poche decorazioni, che potrebbero rovinarsi per i frequenti lavaggi.

Foto 1: ‘Orizzonte’ di IVV, servizio in vetro lavorato a mano con applicate a pennello decorazioni in oro a 18 k;

foto 2: ‘Sorbet’ di Bitossi Home, servizio in piatti in stoneware caratterizzato per le linee rotonde e colori mat che prendono spunto dalla natura (papaya, mela, pesca, mango, soja, liquerizia).

Quali bicchieri?

Lo stesso discorso vale per i bicchieri: il servizio che userai ogni giorno potrai sceglierlo secondo il tuo gusto personale.

Per quello speciale (di solito composto da calici) puoi anche pensare anche a forme stravaganti o materiali pregiati come il cristallo.

L’importante è che lo stile non si discosti da quello dei piatti giù scelti.

Per un maggior effetto ‘chic’ puoi aggiungere anche due caraffe da vino e una brocca per l’acqua coordinate.

Foto 3: ‘Tornio’ di Bitossi Home, set …

Cura e manutenzione dei coltelli

CURA E MANUTENZIONE DEI COLTELLI

Sminuzzare, tagliare, affettare: cosa sarebbe una cucina senza dei buoni coltelli?

Per ottenere sempre il massimo dell’efficienza non basta acquistare i modelli migliori: sono anche necessarie attenzione, cura e alcune speciali regole di manutenzione.

Ecco alcuni consigli da seguire.

Consigli nell’uso quotidiano

Il coltello va utilizzato sempre su un piano d’appoggio rigido, come un tagliere di legno o plastica: è meglio evitare di usarlo su superfici troppo dure (vetro, ceramica e metallo) o per togliere lo sporco da piastre e taglieri perché la lama potrebbe scheggiarsi o rovinarsi.

Ricordati inoltre che la lama non è inossidabile: lasciare i coltelli a lungo nell’acqua o in un luogo umido può corrompere il metallo di cui sono composti. Analogamente è anche sconsigliato l’uso della lavastoviglie perché l’alta temperatura e la presenza di carbonio potrebbero arruginirli: meglio lavarli semplicemente senza sapone con acqua tiepida e una spugnetta.

Il modo migliore di conservare i coltelli è riporli in ceppi di legno o cassetti con vani appositi, in modo che le lame non subiscano urti contro altri corpi metallici.

Altrimenti, con un po’ di fantasia, puoi sempre creare un’apposita custodia con una vecchia scatola di scarpe: basta adagiare la lama sul cartone, disegnare e ritagliare una doppia sagoma e chiudere i bordi: avrai così creato una porta coltelli perfetto.

L’affilatura: coltelli da tavola

Con il tempo può capitare che anche il miglior coltello non tagli più bene se lo si usa spesso. Proprio per evitare l’insorgere di questo problema occorre affilarlo periodicamente (ogni due settimane circa).

Per farlo, esistono diversi strumenti: l’acciaino è un utensile formato da un maneggevole manico in legno o metallo e una lunga lama in acciaio che serve a limare e correggere l’affilatura di coltelli più piccoli, come quelli da tavola. Basta tenerlo in verticale, fissare la …

Faccio da solo o chiamo un tecnico?

FACCIO DA SOLO O CHIAMO UN TECNICO?

Mettersi a fare migliorie domestiche e riparazioni per conto proprio potrebbe far risparmiare, ma non è sempre vero. Molti tecnici, installatori ed artigiani, interpellati in proposito, ammettono che spesso vengono chiamati a metter mano a problemi e rotture varie solo dopo che il padrone di casa ha tentato inutilmente (e a volte dannosamente) di rimediare da solo. A portare sulla cattiva strada è, appunto, il desiderio di non spendere troppo, unito all’apparente facilità di alcuni lavori di manutenzione o riparazione.

Esistono alcuni criteri per capire se sei in grado di imbarcarti in un’impresa “fai da te” o se è meglio che chiami un tecnico specializzato?

I requisiti per affidarsi al “Fai da te”

Tempo, attrezzi del mestiere e giusta disposizione mentale. Se non li possiedi, meglio lasciar perdere del tutto e affidarsi ad un professionista.

Il tempo. La somma di tempo che puoi dedicare ad un qualsiasi progetto è determinante. Se lavori già a tempo pieno e consacri il fine settimana alla famiglia o allo svago, porterai a termine solo progetti molto semplici.

L’attrezzatura e l’abilità. Non ha senso che eviti il tecnico per poi essere costretto a comprare una sega a nastro che non userai mai più. Strumentazione a parte, devi poi dirti sinceramente se possiedi l’abilità sufficiente per compiti come piastrellare una parete, saldare un tubo, sistemare fili elettrici, ecc. Se non l’hai mai fatto, dovresti limitarti a qualche facile progetto, come decorazioni murarie, verniciature limitate, piccole sostituzioni, ecc.

Se hai già qualche esperienza, la domanda successiva è se hai forza fisica sufficiente per un determinato lavoro. Anche fare i buchi sul muro per collocare una mensola potrebbe essere troppo faticoso: meglio attenersi a ciò che sei fisicamente in grado di compiere, per non incorrere in problemi fisici, o peggio, in …

Forme basiche, nuove funzioni

FORME BASICHE, NUOVE FUNZIONI

Polifunzionalità, forme archetipiche e approccio materico sono le caratteristiche che accomunano un gran numero di nuovi accessori per tavola e per la casa. L’ultima edizione del Macef ha visto trionfare questa tendenza, che trasfigura oggetti della quotidianità domestica per renderli contenitori dalle diverse specializzazioni. Per un’identità conquistata attraverso l’utilizzo e l’ambientazione.

Anche i materiali si diversificano e sulla tavola si possono portare indifferentemente oggetti in classica porcellana, in un grès porcellanato pastoso e levigato, fino a piccole sculture in acciaio, naturale o con insolite finiture.

Le forme pure e la porcellana bianchissima si uniscono in un tutt’uno indissolubile, liberamente ispirato all’essenziale estetica orientale. Il set disegnato da Karim Rashid per Magppie (distribuito in Italia da Bitossi Home) è indicato per consumare il sushi, ma con un po’ di fantasia può assumere qualsiasi funzione. Composto da ciotole e ciotoline che rientrano perfettamente l’una nell’altra, ogni componente sembra generarsi dal precedente, seguendo il medesimo profilo e mantenendo ogni forma in proporzione. E’ perfetto per servire eleganti aperitivi, “giapponesi” o tradizionali che siano.

Riproposto in due nuove colorazioni mat (beige e grigio lavagna), uno dei capolavori delle linee di Laboratorio Pesaro, disegnato da Franco Bucci, rivive grazie a smalti assolutamente originali, che fanno scaturire da questi oggetti “classici” una nuova energia. La finitura particolare ed essenziale della linea “Protos” si associa alla perfezione alle forme “primitive” date a vassoi e tazzine, per dare vita ad oggetti dall’eleganza minimalista e rarefatta.

Il materiale che caratterizza la linea di accessori “Bastia”, sempre di Magppie, è semplice acciaio, ma lavorato per ottenere la speciale finitura Titanio. Il procedimento alla base di questo effetto, complesso ed esclusivo, non è una verniciatura né un rivestimento. Il materiale rimane intatto nelle sue caratteristiche, compresa la lucentezza. Con questo supporto i designer francesi Oliver Chambaud e …

Eos’, una cappa oltre misura

EOS’, UNA CAPPA OLTRE MISURA

“Eos” è il nuovo modello di cappa proposto da Faber, disponibile nelle due versione a parete e ad isola. Hanno entrambe un volume importante e riconoscibile, a cui adattano una linea semplice e morbida.

A parete

Eos ha una linea semplice ma imponente. La luminosità dell’ambiente si riflette sulla morbida curvatura dell’acciaio e assume molteplici sfumature, mentre i due fasci di luce ai lati della cappa alleggeriscono l’impatto del volume. L’efficacia e la silenziosità sono garantite dal gruppo aspirante Hi-Lo (che consente una riduzione della rumorosità del 30% rispetto ai diffusori tradizionali) e dal sistema di aspirazione perimetrale Comfort Panel, che aspira fino a 620 m3/h. La finitura è in acciaio Inox e la larghezza è di 75 cm.

Ad isola

“Eos” isola è una cappa dalle dimensioni generose, adatta a sostenere il volume di una cucina a isola. Ha forme dolci, aggraziate, disegnate appositamente per attrarre lo sguardo e trattenerlo su di sé. I luminosi pannelli di vetro incastonati ai suoi lati mettono in evidenza la purezza delle forme e danno una tonalità più chiara all’intera cucina.

Estremamente potente grazie al gruppo aspirante PRO (aspira fino a 870 m3/h), si distingue anche per la raffinata aspirazione perimetrale che non interrompe la linearità dei volumi e abbatte le emissioni sonore. E’ in acciaio Inox ed è larga 60 cm.

Per entrambe le cappe, i comandi elettronici sono facili da usare e assicurano comode funzionalità supplementari: ad esempio, avvisano quando occorre cambiare i filtri e disinnescano automaticamente la velocità intensiva dopo 5 minuti, evitando inutili sprechi. Le cappe sono dotate di controllo remoto e del “tasto 24”, che avvia il ricambio continuo dell’aria nella stanza, senza alcun rumore e a bassissimo consumo energetico. Il piano cottura è illuminato al meglio, grazie ai faretti alogeni.

Entrambe le …

Esaltare gli ambienti: colori e pavimenti

ESALTARE GLI AMBIENTI: COLORI E PAVIMENTI

Abbiamo già affrontato l’argomento dell’abbinamento del colore delle pareti e di quanto sia importante conoscerne gli effetti per esaltare la luminosità degli ambienti. Anche nello scegliere la tonalità dei pavimenti è necessario considerare il risultato finale, gli effetti prospettici e cromatici, l’influenza degli altri elementi d’arredo esistenti o previsti nelle aree della casa.

Se il pavimento è chiaro

Se avete delle stanze imbiancate con colori piuttosto scuri, per evitare di renderle troppo buie occorre scegliere un pavimento chiaro. I pavimenti chiari si abbinano alla perfezione con molti colori e hanno la proprietà di riflettere la luce: il risultato sarà un ambiente più grande e luminoso. Abbinandoli ai colori freddi delle pareti si crea un aspetto molto minimal, mentre con pareti dalle tonalità calde l’effetto sarà più avvolgente.

Se il pavimento è scuro

I pavimenti scuri sono un buon punto di partenza ideale per creare contrasti. Possono essere abbinati a pareti dipinte con colori chiari o con altre texture per sottolineare alcuni particolari della casa. Meglio evitare il bianco assoluto scegliendo piuttosto una tonalità di bianco panna o con una punta di vernice di un colore diverso. Pavimento scuro con pareti scure è invece la soluzione che crea un ambiente tetro, con meno luce e mancanza d’atmosfera.

Partire dai mobili

Se avete scelto dei mobili scuri, come ad esempio il wengè, la soluzione migliore è optare per pavimenti rivestiti di materiali chiari: sarà un ottimo abbinamento, dall’effetto sorprendente. L’ideale è in ogni caso creare dei forti contrasti: quindi in generale il colore del pavimento dovrebbe essere di due toni più chiaro di quello dei mobili, oppure molto più scuro. Pavimento e mobili dello stesso colore creano difatti un risultato troppo monotono che non esalta gli interni delle abitazioni.

Autore: Matilde Bonatti…

Design a tavola

DESIGN A TAVOLA

Sono oggetti che abbiamo l’abitudine di usare ogni giorno, senza pensarci. Possono essere decorati con gusto, colorati, ed anche intonarsi con lo stile della cucina. Se però vengono concepiti dalla mente creativa di un designer, anche semplici posate, un set da tavola in porcellana e una teiera, possono assumere forme elegantissime, raffinate, caratterizzate da uno stile decisamente di tendenza.

Possono essere le forme a fare la differenza. Anche quella tradizionale delle posate, pensata per rendere lo strumento più funzionale possibile, può subire una trasformazione estetica che ne non ne diminuisce affatto la praticità.

Il design della linea di posate “filio”, per esempio, prodotta da Mono, concretizza con successo un equilibrio perfetto fra tensione e armonia. L’idea di base, infatti, è quella di fondere la rigidità di una figura trapezoidale con il movimento morbido e rotondo di un’onda, dando origine a strumenti funzionali e completamente rinnovati nell’aspetto. Sono realizzate in acciaio inox, sono resistenti, facili da afferrare, ideate secondo principi ergonomici e piacevoli alla vista.

E’ un nuovo infusore, realizzato da Evasolo, un esempio evidente di come un’alta funzionalità può coniugarsi con il design più all’avanguardia.

Con questo strumento si può ottenere il the in due modi diversi, con o senza tannino (vedi zoom):

A. Per ottenere the nero, the verde, the alle erbe e the alla frutta senza tannino, le foglie vanno versate direttamente nel contenitore così da ottenere un’infusione ottimale. Le foglie poi vengono filtrate quando si versa la bevanda.

B. In alternativa, si possono versare le foglie con il tannino direttamente nel contenitore del filtro e, una volta in infusione, si abbassa lo stantuffo completamente, fermando il processo di infusione.

E’ anche possibile riempire solo metà della brocca poiché il filtro arriva fino in fondo. Questa presenta un sistema di filtraggio brevettato, una imboccatura salva-goccia …

Elettrodomestici davvero intelligenti

ELETTRODOMESTICI DAVVERO INTELLIGENTI

Forni all’avanguardia semplici da utilizzare, piani cottura per cuocere anche alla brace: la proposta Barazza si distingue per funzionalità e tecnologia all’avanguardia. Ecco una panoramica di alcune delle migliori proposte del marchio e di tutto quello che questi elettrodomestici possono fare per te.

Forni: tante funzioni per una vita senza pensieri

I forni Velvet Touch Screen della proposta Barazza sono progettati per venire incontro alle tue esigenze e permetterti di vivere una vita in cucina senza pensieri.

Prima di tutto sono dotati di un display touch screen facilissimo da utilizzare, attraverso il quale puoi impostare programmi, personalizzarli, seguire le istruzioni e diagnosticare eventuali problemi.

Le funzionalità di questi forni sono invece tantissime: oltre alle cotture automatiche con programmi pre-impostati (per pizza, pane, dolci, pesce, carne e verdure e tanto altro) e programmi personalizzabili, i forni hanno anche la blackout memory che, in caso di interruzione di corrente, memorizza tutte le impostazioni.

I forni hanno anche un’uscita USB che consente di aggiornare il software e inserire nuove ricette.

Piani per cotture innovative

La gamma B_Free spazia dalle cotture tradizionali a gas e induzione a quelle più particolari come il barbecue e il teppanyaki.

Nel primo caso, il bruciatore Chef garantisce cotture professionali grazie a due corone che distribuiscono perfettamente il calore sul fondo della padella. La fiamma stessa è orientata in modo da concentrarsi verso il centro in modo da garantire una cottura rapida e precisa.

Il piano Barbecue, a funzionamento elettrico, è realizzato con roccia lavica e consente un risultato uguale a quello che otterresti alla brace.

Elettrica è anche la piastra Teppanyaki, su cui puoi cucinare carne, pesce e verdure senza dover aggiungere grassi.

Suddivisa in due zone di cottura, ti consente di cuocere contemporaneamente piatti diversi senza rischiare di mescolare i rispettivi odori e sapori.…

E il design migliorò la cucina

E IL DESIGN MIGLIORÒ LA CUCINA

Riassumere la storia del design della cucina in un articolo è impossibile, ma guardandoci indietro e allo stesso tempo analizzando alcuni prototipi di oggi, è possibile riconoscere il senso finora percorso dall’evoluzione di questo ambiente: l’ottimizzazione delle funzionalità.

Antiche disposizioni

Ben oltre un secolo fa le cucine erano grandi ambienti dedicati alla preparazione dei pasti. Enormi stufe in ghisa con forni alimentati a legna o a carbone (evoluzione del focolare) erano il fulcro della mobilità: al centro della stanza, imponevano una disposizione perimetrale delle altre zone operative (come l’acquaio) e degli arredi (credenze di legno, rastrelliere per i piatti, ecc), sempre realizzati da un falegname sulle proporzioni del locale. La disposizione rimase a lungo questa, anche quando gas ed energia elettrica sostituirono i precedenti metodi di alimentazione, ripulendo perlomeno le cucine dalla fuliggine.

Poi, il passaggio da artigianato ad industria provocò una rivoluzione anche in cucina, lenta ma inesorabile: il principio del piacere estetico venne superato da quello dell’utilità oggettiva del prodotto, ricercata attraverso la sua funzionalità. L’artigiano poteva sempre apportare ritocchi agli oggetti e personalizzarli secondo le esigenze del committente. Nel prodotto industriale invece non si può scegliere niente: la forma, il colore e l’ingombro sono predeterminati.

Il posto dell’artigiano è preso da una figura nuova, che deve immaginare il prodotto e svilupparne le funzioni prima della lavorazione. E’ così che nasce il design.

La cucina di Francoforte

Anche l’introduzione di nuove tecnologie in campo domestico acuì le aspettative di efficienza. Il disordine non venne più tollerato in un ambiente in cui la disposizione doveva essere razionale e finalizzata al risparmio del tempo e della fatica. In questo contesto l’architetto austriaco Margarete Schütte-Lihotzky progettò nel 1927 la prima cucina modulare e componibile, la famosa Frankfurt Küche (cucina di Francoforte), incredibilmente moderna, un meccanismo …

Cucina a golfo e in parallelo

CUCINA A GOLFO E IN PARALLELO

A golfo e in parallelo sono due possibili disposizioni dei mobili nell’ambiente cucina. Perfette per spazi grandi e piccoli, ecco quali sono le specifiche e i vantaggi di queste composizioni.

Cucina a golfo

Nella composizione a golfo, i mobili occupano tre pareti, in modo da garantire ampio spazio per le aree funzionali.

In caso di molto spazio, questa soluzione può essere integrata con isole centrali, dove ognuna delle zone può essere destinata a una specifica funzione. Nella foto a sinistra (modello Tess) l’isola ospita la cottura, il lato più lungo il lavaggio e gli spazi ai lati il contenimento.

Un’idea ergonomica per comporre gli elementi può essere organizzare preparazione e conservazione sui due lati paralleli e lavaggio e cottura in quello interno, disponendo anche di un’ampia superficie di appoggio e lavoro per ogni singola “zona” operativa.

In caso di meno spazio, oppure in presenza di ambiente open-space, il modello a golfo può essere un’ottima soluzione per distribuire lo spazio in modo elegante.

Esistono infatti specifici modelli di cucina dotati di penisola che possono essere composti a golfo lasciando uno dei lati affacciato sul soggiorno (come il modello Scenery della foto a destra).

Cucina in parallelo

Questa composizione viene adottata di solito in ambienti molto allungati perché sfrutta entrambe le pareti principali.

La cucina in parallelo offre il vantaggio di poter collocare tutti attacchi degli impianti su una sola parete.

Per evitare la scomodità di dividere le aree di lavoro in due parti e compiere movimenti innaturali per passare da una zona all’altra, si preferisce posizionare l’area operativa in una parete (lavello, forno, top) e quella di fronte adibirla al contenimento.

Nella composizione in parallelo vengono poi eliminati molti degli elementi negativi di quella in linea: la lunghezza delle pareti attrezzate, essendo doppia, può essere …

Componi la tua cucina

COMPONI LA TUA CUCINA

In cucina, la scelta della disposizione dei mobili non è solo estetica, ma è legata soprattutto a problematiche di spazio.

Che tu abbia a disposizione un ambiente ristretto o ampio, ecco le soluzioni giuste per una composizione comoda ed efficiente.

Se la stanza è stretta

Lineare: se la stanza è lunga e stretta la migliore disposizione è quella che concentra gli elementi della cucina in un’unica parete.

Questa soluzione è possibile solo se gli impianti di acqua, elettricità e gas sono concentrati lungo un solo lato.

Per guadagnare ulteriore spazio si possono poi sviluppare i mobili in altezza, inserendo pratici soprapensili.

L’unica precauzione da ricordare è disporre gli elementi secondo la logica sequenza di lavorazione (estrazione del cibo dal frigo, lavaggio e cottura).

Essendo la stanza piccola, oltre alla cappa è possibile facilitare lo smaltimento degli odori posizionando il piano cottura vicino alla finestra.

Ad angolo: un principio simile può essere sviluppato anche su due pareti perpendicolari.

Questa disposizione è suggeribile quando la cucina ha i lati della stessa misura: uno dei due verrà dedicato alla parte operativa (lavaggio e cottura), mentre l’altro potrà diventare una comodissima zona per la preparazione dei pasti e per il contenimento.

Se lo spazio lo consente, il centro della stanza sarà invece libero per posizionare il tavolo e muoversi comodamente fra le due sezioni.

A golfo: in questo caso i mobili vengono distribuiti lungo tre lati differenti.

Un’idea ergonomica per comporre gli elementi può essere organizzare preparazione e conservazione sui due lati paralleli e lavaggio e cottura in quello interno.

Se lo spazio a disposizione per la cucina è in comune con il living, esistono specifici modelli di cucina dotati di penisola che possono essere composti a golfo lasciando uno dei lati affacciato sul soggiorno.

Se hai ampia disponibilità di …

Come vivere la penisola in cucina

COME VIVERE LA PENISOLA IN CUCINA

Quando vennero ideate offrivano un sostanzioso spazio aggiuntivo per la preparazione dei pasti. Viste come la prosecuzione ideale del piano di lavoro, senza imporre gravi limiti alla vivibilità dell’ambiente, le penisole davano anche l’occasione di poter usufruire di un comodo settore di contenimento in più, grazie a cassetti e scoparti di dimensioni anche maggiorate dal piano alla base.

Con l’apertura del reparto cucina verso l’ambiente living ora si va sempre più valorizzando la funzione di questo elemento come luogo ideale per la consumazione dei pasti, da dedicare ad occasioni conviviali più intime ed informali rispetto a quelle consumate sul tavolo centrale. Difatti, chi non ha problemi di spazio può permettersi di inserire nella composizione anche una penisola oltre al tavolo tradizionale. In questo modo si avrà sempre un angolo speciale da dedicare ad una cena a due, oppure ad un comodo pranzo per qualche amico, per cui la penisola è preferibile in termini di organizzazione e di ambientazione.

La penisola si può trovare in alcune varianti. La versione più semplice in assoluto vede il piano prolungarsi perpendicolarmente alla linea della cucina, posta a parete. La struttura di questo modello è molto leggera ed essenziale: il piano viene sorretto da uno o più supporti e offre quindi tutto lo spazio necessario per la collocazione di sgabelli su entrambi i lati (lo spazio per le gambe è sufficiente). A seconda della lunghezza, possono trovare posto dalle tre alle sei persone circa. Una soluzione del genere offre una valida alternativa al tavolo, nel momento in cui si è costretti a studiare la composizione della cucina in un locale poco ampio, a dalla forma allungata e stretta.

Quando il tavolo c’è, nella porzione di spazio sottesa al piano della penisola possono trovare posto ampi cassettoni, in cui riporre …

Come utilizzi il tuo lavello?

COME UTILIZZI IL TUO LAVELLO?

La questione non è oziosa, perché la risposta che ci daremo sarà fondamentale per scegliere senza sbagliare i modelli di lavello e rubinetto più adatti per la nostra nuova cucina.

Forma e dimensioni

Come primo approccio alla scelta è bene sapere se si utilizza o meno la lavastoviglie. Se è presente, infatti, in termini di lavaggio sarà preferibile un lavello con un’unica ampia vasca, che potrà contenere facilmente tutte le stoviglie sporche, in attesa del risciacquo sommario prima di entrare in lavastoviglie.

Se di solito si lavano i piatti a mano, invece, è vantaggioso optare per un modello a due o tre vasche, che permetteranno di articolare meglio le operazioni di lavaggio.

Il lavello come spazio operativo

Altro elemento ad entrare in gioco è la somma totale e la disposizione del piano di lavoro disponibile in cucina. Se infatti ci si trova in grandi ristrettezze, o se la distribuzione non è agevole, lo spazio del lavello può diventare un alleato preziosissimo anche mentre si cucina. Basta scegliere gli accessori più adatti: taglieri, cestelli, griglie, colatoi, ecc. possono essere inseriti comodamente ad incastro o in appoggio nelle vasche del lavello (per tutti i modelli) e diventare uno spazio supplettivo pratico ed attrezzato che prolunga con naturalezza il piano di lavoro.

Così si potrà pulire e tagliare l’nsalata, sminuzzare l’aglio, pelare le patate o anche mettere una bottiglia in mezzo al ghiaccio sempre nella stessa area, selezionando l’accessorio più adatto.

Il rubinetto adatto

Anche in questo caso si deve dare la precedenza alle nostre reali esigenze, prima ancora che alla compatibilità di stile con il lavello. Fra le infinite possibilità, la prima differenza da considerare è quella fra rubinetti classici (ossia con la canna orientabile lateralmente) e quelli con doccetta estraibile.

In entrambi i casi bisogna accertarsi …