Feng Shui e Domotica

FENG SHUI E DOMOTICA

Feng Shui e Domotica è il titolo di un interessante evento svoltosi nel Fuori Salone della Mostra del Mobile di Milano che ha voluto affrontare la tematica dell’usabilità e dell’accessibilità a 360° come caratteristiche di una migliore qualità della vita domestica. La domotica è stata integrata in un contesto domestico armonioso in accordo con i 4 elementi fondamentali della natura, in un ordine architettonico ispirato alla nota filosofia orientale del Feng Shui.

Un binomio apparentemente in contrasto quello Domotica-Feng Shui, perchè da un lato il Feng Shui è una disciplina orientale che cerca l’equilibrio, il corretto flusso di energia ed ha una forte componenete “naturalistica”, dall’altro la domotica è, come ormai ben sappiamo, la massima espressione della tecnologia domestica.

Ma l’Associazione Donatella Gazzola che si occupa di Design per l’utenza ampliata, Marina Simonei, progettista di Fruibilità Ambientale, e Hanasck, Laboratorio di Bioarchitettura & Feng Shui hanno voluto allestire un progetto di ambiente domestico che unisse la tecnologia a favore dell’usabilità e l’armonia delle energie e delle vibrazioni. Ne è nato un progetto che ha sorpreso molti, soprattutto perchè, pur essendo sperimentale, ha utilizzato solo oggetti e sistemi già in commercio. Proprio per dare una concretezza ed una realtà tangibile si è voluto evitare di basare questo studio su prototipi da realizzare. Tra gli elementi segnaliamo la cucina del sistema Utility prodotta da Scavolini, pensato per facilitare i gesti quotidiani in cucina a coloro che hanno ridotte capacità motorie.

Il risultato è stato un allestimento dell’interno di una abitazione originale e funzionale: al centro un giardino quadrato e intorno si sviluppano le stanze della casa, seguendo un ordine preciso che rispecchia i movimenti dei quattro elementi fondamentali del nostro cosmo: Aria, Acqua, Terra e Fuoco. Le stanze, ottenute dividendo il quadrato dell’allestimento nelle due diagonali principali, sono …

Disegni originali anni 50 per i nuovi tessuti

DISEGNI ORIGINALI ANNI 50 PER I NUOVI TESSUTI

Fu certamente l’atmosfera di rinnovamento del dopoguerra, in connessione con le possibilità offerte dalla produzione industriale a far sì che a partire dagli anni ’50 vari designer, o anche veri e propri artisti cominciassero a dedicarsi con successo al rinnovo dei motivi decorativi dei tessuti per la casa. A questo periodo infatti risale la clamorosa ventata di freschissima creatività che rivoluzionò questo mondo: astratti o geometrici, stilizzati o naif in molti casi divennero veri e propri must ed andarono a decorare tappeti, tende, tavole e tapezzerie, facendo definitivamente uscire dall’anonimato la categoria dei tessuti d’arredamento.

Molti di questi disegni sono stati riproposti recentemente, secondo una tendenza che li vuole di nuovo attuali, coloratissimi e prorompenti com’erano all’epoca in cui ravvivarono i salotti “moderni”.

Per iniziativa del sito web inglese CAT (Centre for advanced textiles) ora è anche acquistabile via internet per la gioia di tutti gli appassionati del vintage una collezione che riunisce i disegni più belli creati da Lucienne Day (la textile-designer britannica più creativa del dopoguerra) e da Robert Stewart (pittore, decoratore di ceramiche, tappezzerie, creatore di murales, famoso per i suoi disegni astratti ispirati alla natura).

Il motivo tessile che rese famosa Lucienne Day fu “Calyx”, lanciato al “Festival of Britain” nel 1951: le coppe di champagne sono stilizzate, ipergrafiche, ripetute in maniera casuale e in forme irregolari per tutta la superficie. I colori invadono gli spazi. Gli stessi principi estetici dominano anche il motivo “Raimoult” realizzato da Robert Stewart: le figure geometriche prevalgono, si colorano, si ripetono accostate a motivi naturalistici semplificati al massimo.

La passione per la decorazione dei tessuti stregò all’epoca anche esponenti delle correnti artistiche più innovative. Vernon Panton, uno degli artisti più celebrati dalla Pop Art, anticipò per certi versi lo stile psichedelico degli …

Dalla A alla Bomboniera

DALLA A ALLA BOMBONIERA

Le bomboniere sono molto importanti perché simboleggiano il ringraziamento a tutte le persone che hanno partecipato alle nozze e condiviso con gli sposi questa gioia.

Kitchens.it ti aiuterà a orientarti nella scelta e nelle regole di acquisto e consegna.

Origine e galateo

Il loro nome deriva da ‘bon-bon’ (in francese ‘dolcetto’) perché l’usanza di donare cofanetti per contenere caramelle (in occasione di un matrimonio) nasce nella Francia del Settecento.

E’ bene ordinarle diversi mesi prima e in quantitativo maggiore del necessario.

La scelta del modello è a discrezione degli sposi: possono essere uguali per tutti o diverse, l’importante è distinguere quelle dei testimoni.

Per le persone ‘non invitate’ al ricevimento, che hanno spedito un telegramma o dei fiori, è invece consigliato preparare dei sacchettini con confetti.

I confetti devono essere bianchi e solitamente cinque, a simboleggiare salute, ricchezza, felicità, fertilità e lunga vita; sono accompagnati da un cartoncino con i nomi degli sposi (prima quello di lei, poi quello di lui) e la data di nozze.

Le bomboniere vanno consegnate a fine giornata, una per ogni nucleo familiare (o coppia) oppure spedite al ritorno dal viaggio di nozze, entro un mese dal giorno del matrimonio.

Qualche consiglio per sceglierla

L’oggetto scelto può essere legato al tema delle nozze o a una caratteristica o passione della coppia.

Il materiale dipende invece dallo stile del matrimonio: se è molto classico è meglio la porcellana, la ceramica e naturalmente l’argento, se invece si preferisce

qualcosa di più informale, si può puntare anche su accessori spiritosi.

Legnomagia ad esempio ha preparato un’intera linea di oggetti divertenti come il tappo-quadrifoglio per chiudere le bottiglie rimaste aperte (foto sopra) o l’inseparabile coppia di utensili Lui e Lei (foto a destra).

Un regalo speciale…

Creare un’atmosfera natalizia in cucina

IL NATALE ENTRA IN CUCINA

Secondo la tradizione, dall’8 dicembre si iniziano a preparare gli alberi di Natale e le varie decorazioni per la casa. Ricreare una speciale atmosfera natalizia anche in cucina è molto semplice. Bastano poche semplici idee e l’ambiente si vestirà di un nuovo e scintillante stile.

Come colorare l’ambiente

Se la tua cucina è di colore rosso oppure oro sei già a metà dell’opera, perché sono proprio queste le tonalità tipiche del Natale.

Per trasformare la stanza in un caldo e accogliente ambiente festoso, ti basterà aggiungere alcuni addobbi, anche semplicemente appoggiati sopra i mobili.

Con un po’ di biadesivo, adatto a queste superfici, puoi posizionare le luci intermittenti sulle porte, sopra la finestra o lungo l’isola (se la tua cucina la comprende).Vedrai come sarà scintillante la stanza!

Se i tuoi mobili non sono rossi oppure oro, dovrai solo scegliere decorazioni che possano far risaltare le sfumature dell’ambiente.

Qualche esempio? Il viola, il fucsia e il verde sono perfetti con addobbi di colore argento o oro.

Per creare un’estetica elegante, il blu può essere invece abbinato al bianco, mentre nastri e festoni rossi sono perfetti con una cucina nera, bianca o gialla.

Un albero di Natale speciale

Se vuoi avere un albero di Natale aggiuntivo in cucina, un’idea originale è un modello in tema con la stanza.

Grazie al set tagliapasta di Tescoma potrai realizzare un piccolo abete tridimensionale di pan di zenzero, da esibire come delizioso centro tavola o come decorazione per la cucina.

All’interno della confezione troverai 11 pezzi per la realizzazione, 2 tagliapasta a forma di doni natalizi e due supporti in metallo necessari come base. E ovviamente le istruzioni.

Decori per le finestre

Per decorare le tue finestre, puoi prendere alcune palline di Natale di piccola o media grandezza, legarle tra di …

Dopo il Feng Shui arriva il Wabi Sabi

DOPO IL FENG SHUI ARRIVA IL WABI SABI

Dopo essere stati invasi dalla filosofia-moda del Feng Shui proveniente dall’esotica Cina, prepariamoci ora alla novità del 2003: il Wabi-Sabi. Negli States sta prendendo piede proprio in questi mesi, e tutto lascia credere che inonderà le terre europee entro poco tempo.

Un’antica filosofia giapponese

Nato dalla reinterpretazione dell’antica filosofia giapponese Wasabi, il Wabi-Sabi non troppo diversamente dal Feng-Shui, aiuta a riportare armonia, equilibrio e salute negli ambienti della propria casa.

Ma in cosa si differisce il Wabi-Sabi dal Feng Shui sostanzialmente? Potremmo dire, con una inevitabile (in questo contesto) semplificazione delle due filosofie, che il Feng Shui ordina la circolazione di energie attraverso un’appropriata collocazione di mobili e arredi, nonchè grazie all’uso del colore. Il Wabi-Sabi ricerca armonia nella ricchezza spirituale della bellezza, nella ricerca della semplice naturalità di ogni singolo oggetto e quindi nella semplicità.

Profondamente influenzato dallo zen buddista, l’antica disciplina fiorita attorno al XVI secolo si propone di fondere il concetto di “wabi” – con cui si definisce tutto ciò che è vivo, fresco e semplice – con il concetto di “sabi”, oggetti la cui bellezza dura nel tempo. Ciò che si ottiene è una definizione di bellezza non comune nella nostra cultura e nella nostra storia in quanto enfatizza ciò che è imprevedibile, imperfetto e incompleto. Nel Wabi-sabi bisogna trovare un delicato equilibrio tra il possedere l’oggetto e mantenere un certo distacco da esso.

Il Wabi-sabi nell’arredamento della cucina

Riportato nel mondo della casa non significa certo una mescolanza senza ordine o criterio di mobili e materiali, ma trasforma in una luce particolare tutti gli oggetti più semplici di uso quotidiano: una vecchia caffettiera, un piatto in porcellana della nonna. Può essere “wabi-sabi” tutto ciò che è rustico e semplice e rigorosamente natura.

Wabi-Sabi in cucina significa pensare …

Fonti luminose protagoniste di nuovi percorsi di luce

FONTI LUMINOSE PROTAGONISTE DI NUOVI PERCORSI DI LUCE

Le lampade possono essere considerate protagoniste della casa perché illuminano e dominano ogni ambiente. Moderne ed eleganti, dalle forme e dai materiali pregiati trasmettono non solo luce, ma anche emozioni. Possono essere decorative o luminosissime e iper-funzionali, capaci di rendere uno spazio accogliente e adatto a diverse esigenze di design e di gusto.

La Big Bang Led o S24 di Aldabra è una lampada a sospensione con un design eccentrico ed accattivante, ma allo stesso tempo minimale per materia e forma. Rende glamour ogni ambiente. Ha dimensioni variabili; si presenta come un rosone in metallo cromato con antenne telescopiche e terminali luminosi con Led ad alta efficienza, dalla luce colorata o bianca. Le fonti luminose utilizzate nella lampada hanno un consumo ridotto rispetto ad una lampadina tradizionale, non producono calore, non emettono frequenze ultraviolette ed infrarosse e non contengono sostanze inquinanti.

Da lampade in metallo a quelle in vetro. Nastro 07 di Andromeda è una collezione che si contraddistingue per l’innovativa tecnica muranese di lavorazione del vetro che rende luminescente ogni suo elemento; Sono state disegnate da Tobia Scarpa e Afra Bianchin con la collaborazione di Philippe Starck e Karim Rashid. Si distinguono per un design caratterizzato da un effetto dinamico e filante della luce tra gli elementi di vetro.

La combinazione di modernità e creatività determina una nuova eleganza informale.

Si possono definire vere e proprie sculture luminose che si contraddistinguono per l’ irregolarità dei nastri in strutture metalliche.

Sono disponibili 12 versatili costruzioni con 23 colori diversi. Il nuovo colore kajal (bianco e nero) è in grado di emanare in sintesi due opposti (luci e ombre), regalando un tocco di eleganza particolare a tutti gli spazi.

Autore: Lucia Fedrighelli…

Crea la tua lista nozze

CREA LA TUA LISTA NOZZE

Kitchens.it ha preparato per te una guida di consigli per aiutarti ad affrontare la questione lista nozze.

In questa prima parte parleremo della tavola, presentandoti il servizio per tutti i giorni e quello per le occasioni speciali.

Piatti: non solo ceramica!

Il set di piatti deve comprendere almeno dodici pezzi per ogni tipo (piani, fondi e da dolce), oltre a una zuppiera, tre o quattro piatti grandi da portata e uno da dessert.

Per le occasioni speciali è meglio un design non troppo stravagante, che sia adatto a ogni tipo di ospite (genitori, amici, colleghi, ecc) e rimanga attuale nel corso del tempo.

Non è indispensabile che risponda ai canoni della classicità, ma potrai scegliere anche qualcosa di inusuale,

come un materiale trasparente o una tonalità raffinata (ad esempio l’oro o l’argento).

Per quello quotidiano invece puoi scegliere qualcosa che ti colpisca perché in questo caso l’importante è che sia resistente e con poche decorazioni, che potrebbero rovinarsi per i frequenti lavaggi.

Foto 1: ‘Orizzonte’ di IVV, servizio in vetro lavorato a mano con applicate a pennello decorazioni in oro a 18 k;

foto 2: ‘Sorbet’ di Bitossi Home, servizio in piatti in stoneware caratterizzato per le linee rotonde e colori mat che prendono spunto dalla natura (papaya, mela, pesca, mango, soja, liquerizia).

Quali bicchieri?

Lo stesso discorso vale per i bicchieri: il servizio che userai ogni giorno potrai sceglierlo secondo il tuo gusto personale.

Per quello speciale (di solito composto da calici) puoi anche pensare anche a forme stravaganti o materiali pregiati come il cristallo.

L’importante è che lo stile non si discosti da quello dei piatti giù scelti.

Per un maggior effetto ‘chic’ puoi aggiungere anche due caraffe da vino e una brocca per l’acqua coordinate.

Foto 3: ‘Tornio’ di Bitossi Home, set …

Cura e manutenzione dei coltelli

CURA E MANUTENZIONE DEI COLTELLI

Sminuzzare, tagliare, affettare: cosa sarebbe una cucina senza dei buoni coltelli?

Per ottenere sempre il massimo dell’efficienza non basta acquistare i modelli migliori: sono anche necessarie attenzione, cura e alcune speciali regole di manutenzione.

Ecco alcuni consigli da seguire.

Consigli nell’uso quotidiano

Il coltello va utilizzato sempre su un piano d’appoggio rigido, come un tagliere di legno o plastica: è meglio evitare di usarlo su superfici troppo dure (vetro, ceramica e metallo) o per togliere lo sporco da piastre e taglieri perché la lama potrebbe scheggiarsi o rovinarsi.

Ricordati inoltre che la lama non è inossidabile: lasciare i coltelli a lungo nell’acqua o in un luogo umido può corrompere il metallo di cui sono composti. Analogamente è anche sconsigliato l’uso della lavastoviglie perché l’alta temperatura e la presenza di carbonio potrebbero arruginirli: meglio lavarli semplicemente senza sapone con acqua tiepida e una spugnetta.

Il modo migliore di conservare i coltelli è riporli in ceppi di legno o cassetti con vani appositi, in modo che le lame non subiscano urti contro altri corpi metallici.

Altrimenti, con un po’ di fantasia, puoi sempre creare un’apposita custodia con una vecchia scatola di scarpe: basta adagiare la lama sul cartone, disegnare e ritagliare una doppia sagoma e chiudere i bordi: avrai così creato una porta coltelli perfetto.

L’affilatura: coltelli da tavola

Con il tempo può capitare che anche il miglior coltello non tagli più bene se lo si usa spesso. Proprio per evitare l’insorgere di questo problema occorre affilarlo periodicamente (ogni due settimane circa).

Per farlo, esistono diversi strumenti: l’acciaino è un utensile formato da un maneggevole manico in legno o metallo e una lunga lama in acciaio che serve a limare e correggere l’affilatura di coltelli più piccoli, come quelli da tavola. Basta tenerlo in verticale, fissare la …

Faccio da solo o chiamo un tecnico?

FACCIO DA SOLO O CHIAMO UN TECNICO?

Mettersi a fare migliorie domestiche e riparazioni per conto proprio potrebbe far risparmiare, ma non è sempre vero. Molti tecnici, installatori ed artigiani, interpellati in proposito, ammettono che spesso vengono chiamati a metter mano a problemi e rotture varie solo dopo che il padrone di casa ha tentato inutilmente (e a volte dannosamente) di rimediare da solo. A portare sulla cattiva strada è, appunto, il desiderio di non spendere troppo, unito all’apparente facilità di alcuni lavori di manutenzione o riparazione.

Esistono alcuni criteri per capire se sei in grado di imbarcarti in un’impresa “fai da te” o se è meglio che chiami un tecnico specializzato?

I requisiti per affidarsi al “Fai da te”

Tempo, attrezzi del mestiere e giusta disposizione mentale. Se non li possiedi, meglio lasciar perdere del tutto e affidarsi ad un professionista.

Il tempo. La somma di tempo che puoi dedicare ad un qualsiasi progetto è determinante. Se lavori già a tempo pieno e consacri il fine settimana alla famiglia o allo svago, porterai a termine solo progetti molto semplici.

L’attrezzatura e l’abilità. Non ha senso che eviti il tecnico per poi essere costretto a comprare una sega a nastro che non userai mai più. Strumentazione a parte, devi poi dirti sinceramente se possiedi l’abilità sufficiente per compiti come piastrellare una parete, saldare un tubo, sistemare fili elettrici, ecc. Se non l’hai mai fatto, dovresti limitarti a qualche facile progetto, come decorazioni murarie, verniciature limitate, piccole sostituzioni, ecc.

Se hai già qualche esperienza, la domanda successiva è se hai forza fisica sufficiente per un determinato lavoro. Anche fare i buchi sul muro per collocare una mensola potrebbe essere troppo faticoso: meglio attenersi a ciò che sei fisicamente in grado di compiere, per non incorrere in problemi fisici, o peggio, in …

Forme basiche, nuove funzioni

FORME BASICHE, NUOVE FUNZIONI

Polifunzionalità, forme archetipiche e approccio materico sono le caratteristiche che accomunano un gran numero di nuovi accessori per tavola e per la casa. L’ultima edizione del Macef ha visto trionfare questa tendenza, che trasfigura oggetti della quotidianità domestica per renderli contenitori dalle diverse specializzazioni. Per un’identità conquistata attraverso l’utilizzo e l’ambientazione.

Anche i materiali si diversificano e sulla tavola si possono portare indifferentemente oggetti in classica porcellana, in un grès porcellanato pastoso e levigato, fino a piccole sculture in acciaio, naturale o con insolite finiture.

Le forme pure e la porcellana bianchissima si uniscono in un tutt’uno indissolubile, liberamente ispirato all’essenziale estetica orientale. Il set disegnato da Karim Rashid per Magppie (distribuito in Italia da Bitossi Home) è indicato per consumare il sushi, ma con un po’ di fantasia può assumere qualsiasi funzione. Composto da ciotole e ciotoline che rientrano perfettamente l’una nell’altra, ogni componente sembra generarsi dal precedente, seguendo il medesimo profilo e mantenendo ogni forma in proporzione. E’ perfetto per servire eleganti aperitivi, “giapponesi” o tradizionali che siano.

Riproposto in due nuove colorazioni mat (beige e grigio lavagna), uno dei capolavori delle linee di Laboratorio Pesaro, disegnato da Franco Bucci, rivive grazie a smalti assolutamente originali, che fanno scaturire da questi oggetti “classici” una nuova energia. La finitura particolare ed essenziale della linea “Protos” si associa alla perfezione alle forme “primitive” date a vassoi e tazzine, per dare vita ad oggetti dall’eleganza minimalista e rarefatta.

Il materiale che caratterizza la linea di accessori “Bastia”, sempre di Magppie, è semplice acciaio, ma lavorato per ottenere la speciale finitura Titanio. Il procedimento alla base di questo effetto, complesso ed esclusivo, non è una verniciatura né un rivestimento. Il materiale rimane intatto nelle sue caratteristiche, compresa la lucentezza. Con questo supporto i designer francesi Oliver Chambaud e …

Eos’, una cappa oltre misura

EOS’, UNA CAPPA OLTRE MISURA

“Eos” è il nuovo modello di cappa proposto da Faber, disponibile nelle due versione a parete e ad isola. Hanno entrambe un volume importante e riconoscibile, a cui adattano una linea semplice e morbida.

A parete

Eos ha una linea semplice ma imponente. La luminosità dell’ambiente si riflette sulla morbida curvatura dell’acciaio e assume molteplici sfumature, mentre i due fasci di luce ai lati della cappa alleggeriscono l’impatto del volume. L’efficacia e la silenziosità sono garantite dal gruppo aspirante Hi-Lo (che consente una riduzione della rumorosità del 30% rispetto ai diffusori tradizionali) e dal sistema di aspirazione perimetrale Comfort Panel, che aspira fino a 620 m3/h. La finitura è in acciaio Inox e la larghezza è di 75 cm.

Ad isola

“Eos” isola è una cappa dalle dimensioni generose, adatta a sostenere il volume di una cucina a isola. Ha forme dolci, aggraziate, disegnate appositamente per attrarre lo sguardo e trattenerlo su di sé. I luminosi pannelli di vetro incastonati ai suoi lati mettono in evidenza la purezza delle forme e danno una tonalità più chiara all’intera cucina.

Estremamente potente grazie al gruppo aspirante PRO (aspira fino a 870 m3/h), si distingue anche per la raffinata aspirazione perimetrale che non interrompe la linearità dei volumi e abbatte le emissioni sonore. E’ in acciaio Inox ed è larga 60 cm.

Per entrambe le cappe, i comandi elettronici sono facili da usare e assicurano comode funzionalità supplementari: ad esempio, avvisano quando occorre cambiare i filtri e disinnescano automaticamente la velocità intensiva dopo 5 minuti, evitando inutili sprechi. Le cappe sono dotate di controllo remoto e del “tasto 24”, che avvia il ricambio continuo dell’aria nella stanza, senza alcun rumore e a bassissimo consumo energetico. Il piano cottura è illuminato al meglio, grazie ai faretti alogeni.

Entrambe le …

Esaltare gli ambienti: colori e pavimenti

ESALTARE GLI AMBIENTI: COLORI E PAVIMENTI

Abbiamo già affrontato l’argomento dell’abbinamento del colore delle pareti e di quanto sia importante conoscerne gli effetti per esaltare la luminosità degli ambienti. Anche nello scegliere la tonalità dei pavimenti è necessario considerare il risultato finale, gli effetti prospettici e cromatici, l’influenza degli altri elementi d’arredo esistenti o previsti nelle aree della casa.

Se il pavimento è chiaro

Se avete delle stanze imbiancate con colori piuttosto scuri, per evitare di renderle troppo buie occorre scegliere un pavimento chiaro. I pavimenti chiari si abbinano alla perfezione con molti colori e hanno la proprietà di riflettere la luce: il risultato sarà un ambiente più grande e luminoso. Abbinandoli ai colori freddi delle pareti si crea un aspetto molto minimal, mentre con pareti dalle tonalità calde l’effetto sarà più avvolgente.

Se il pavimento è scuro

I pavimenti scuri sono un buon punto di partenza ideale per creare contrasti. Possono essere abbinati a pareti dipinte con colori chiari o con altre texture per sottolineare alcuni particolari della casa. Meglio evitare il bianco assoluto scegliendo piuttosto una tonalità di bianco panna o con una punta di vernice di un colore diverso. Pavimento scuro con pareti scure è invece la soluzione che crea un ambiente tetro, con meno luce e mancanza d’atmosfera.

Partire dai mobili

Se avete scelto dei mobili scuri, come ad esempio il wengè, la soluzione migliore è optare per pavimenti rivestiti di materiali chiari: sarà un ottimo abbinamento, dall’effetto sorprendente. L’ideale è in ogni caso creare dei forti contrasti: quindi in generale il colore del pavimento dovrebbe essere di due toni più chiaro di quello dei mobili, oppure molto più scuro. Pavimento e mobili dello stesso colore creano difatti un risultato troppo monotono che non esalta gli interni delle abitazioni.

Autore: Matilde Bonatti…

Design a tavola

DESIGN A TAVOLA

Sono oggetti che abbiamo l’abitudine di usare ogni giorno, senza pensarci. Possono essere decorati con gusto, colorati, ed anche intonarsi con lo stile della cucina. Se però vengono concepiti dalla mente creativa di un designer, anche semplici posate, un set da tavola in porcellana e una teiera, possono assumere forme elegantissime, raffinate, caratterizzate da uno stile decisamente di tendenza.

Possono essere le forme a fare la differenza. Anche quella tradizionale delle posate, pensata per rendere lo strumento più funzionale possibile, può subire una trasformazione estetica che ne non ne diminuisce affatto la praticità.

Il design della linea di posate “filio”, per esempio, prodotta da Mono, concretizza con successo un equilibrio perfetto fra tensione e armonia. L’idea di base, infatti, è quella di fondere la rigidità di una figura trapezoidale con il movimento morbido e rotondo di un’onda, dando origine a strumenti funzionali e completamente rinnovati nell’aspetto. Sono realizzate in acciaio inox, sono resistenti, facili da afferrare, ideate secondo principi ergonomici e piacevoli alla vista.

E’ un nuovo infusore, realizzato da Evasolo, un esempio evidente di come un’alta funzionalità può coniugarsi con il design più all’avanguardia.

Con questo strumento si può ottenere il the in due modi diversi, con o senza tannino (vedi zoom):

A. Per ottenere the nero, the verde, the alle erbe e the alla frutta senza tannino, le foglie vanno versate direttamente nel contenitore così da ottenere un’infusione ottimale. Le foglie poi vengono filtrate quando si versa la bevanda.

B. In alternativa, si possono versare le foglie con il tannino direttamente nel contenitore del filtro e, una volta in infusione, si abbassa lo stantuffo completamente, fermando il processo di infusione.

E’ anche possibile riempire solo metà della brocca poiché il filtro arriva fino in fondo. Questa presenta un sistema di filtraggio brevettato, una imboccatura salva-goccia …

Elettrodomestici davvero intelligenti

ELETTRODOMESTICI DAVVERO INTELLIGENTI

Forni all’avanguardia semplici da utilizzare, piani cottura per cuocere anche alla brace: la proposta Barazza si distingue per funzionalità e tecnologia all’avanguardia. Ecco una panoramica di alcune delle migliori proposte del marchio e di tutto quello che questi elettrodomestici possono fare per te.

Forni: tante funzioni per una vita senza pensieri

I forni Velvet Touch Screen della proposta Barazza sono progettati per venire incontro alle tue esigenze e permetterti di vivere una vita in cucina senza pensieri.

Prima di tutto sono dotati di un display touch screen facilissimo da utilizzare, attraverso il quale puoi impostare programmi, personalizzarli, seguire le istruzioni e diagnosticare eventuali problemi.

Le funzionalità di questi forni sono invece tantissime: oltre alle cotture automatiche con programmi pre-impostati (per pizza, pane, dolci, pesce, carne e verdure e tanto altro) e programmi personalizzabili, i forni hanno anche la blackout memory che, in caso di interruzione di corrente, memorizza tutte le impostazioni.

I forni hanno anche un’uscita USB che consente di aggiornare il software e inserire nuove ricette.

Piani per cotture innovative

La gamma B_Free spazia dalle cotture tradizionali a gas e induzione a quelle più particolari come il barbecue e il teppanyaki.

Nel primo caso, il bruciatore Chef garantisce cotture professionali grazie a due corone che distribuiscono perfettamente il calore sul fondo della padella. La fiamma stessa è orientata in modo da concentrarsi verso il centro in modo da garantire una cottura rapida e precisa.

Il piano Barbecue, a funzionamento elettrico, è realizzato con roccia lavica e consente un risultato uguale a quello che otterresti alla brace.

Elettrica è anche la piastra Teppanyaki, su cui puoi cucinare carne, pesce e verdure senza dover aggiungere grassi.

Suddivisa in due zone di cottura, ti consente di cuocere contemporaneamente piatti diversi senza rischiare di mescolare i rispettivi odori e sapori.…

E il design migliorò la cucina

E IL DESIGN MIGLIORÒ LA CUCINA

Riassumere la storia del design della cucina in un articolo è impossibile, ma guardandoci indietro e allo stesso tempo analizzando alcuni prototipi di oggi, è possibile riconoscere il senso finora percorso dall’evoluzione di questo ambiente: l’ottimizzazione delle funzionalità.

Antiche disposizioni

Ben oltre un secolo fa le cucine erano grandi ambienti dedicati alla preparazione dei pasti. Enormi stufe in ghisa con forni alimentati a legna o a carbone (evoluzione del focolare) erano il fulcro della mobilità: al centro della stanza, imponevano una disposizione perimetrale delle altre zone operative (come l’acquaio) e degli arredi (credenze di legno, rastrelliere per i piatti, ecc), sempre realizzati da un falegname sulle proporzioni del locale. La disposizione rimase a lungo questa, anche quando gas ed energia elettrica sostituirono i precedenti metodi di alimentazione, ripulendo perlomeno le cucine dalla fuliggine.

Poi, il passaggio da artigianato ad industria provocò una rivoluzione anche in cucina, lenta ma inesorabile: il principio del piacere estetico venne superato da quello dell’utilità oggettiva del prodotto, ricercata attraverso la sua funzionalità. L’artigiano poteva sempre apportare ritocchi agli oggetti e personalizzarli secondo le esigenze del committente. Nel prodotto industriale invece non si può scegliere niente: la forma, il colore e l’ingombro sono predeterminati.

Il posto dell’artigiano è preso da una figura nuova, che deve immaginare il prodotto e svilupparne le funzioni prima della lavorazione. E’ così che nasce il design.

La cucina di Francoforte

Anche l’introduzione di nuove tecnologie in campo domestico acuì le aspettative di efficienza. Il disordine non venne più tollerato in un ambiente in cui la disposizione doveva essere razionale e finalizzata al risparmio del tempo e della fatica. In questo contesto l’architetto austriaco Margarete Schütte-Lihotzky progettò nel 1927 la prima cucina modulare e componibile, la famosa Frankfurt Küche (cucina di Francoforte), incredibilmente moderna, un meccanismo …