ELETTRODOMESTICI DEL DOPOGUERRA, IL DEBUTTO DEI PROTOTIPI

Forse non tutti conoscono il bizzarro fenomeno che ha accompagnato la comparsa dei primissimi e sfavillanti elettrodomestici dell’epoca moderna: nelle cucine di milioni di persone si concretizzava il frutto della più avanzata tecnologia di un’epoca a noi ormai lontana e un gran numero di grate casalinghe risparmiava ore di lavoro in operazioni prima compiute manualmente. Proprio l’entusiasmo e l’ingenua fiducia negli strabilianti progressi della tecnologia evidentemente infusero in molti l’ispirazione che ha portato alla realizzazione di elettrodomestici quanto mai improbabili, dalle più svariate funzioni. Si è verificato infatti, parallela a quella “ufficiale”, una variegata e per certi versi inquietante proliferazione di “ritrovati” pseudoipertecnologici, stravaganti marchingegni, di cui, per fortuna, non si sono perse completamente le tracce…

Questo macchinario un po’ ingombrante corredato di spazzoloni è stato presentato con l’appellativo di “domestica elettrica”, un vero e proprio robot casalingo ante litteram multiuso, come tutte le domestiche che si rispettino. Secondo il suo creatore poteva: lucidare scarpe, pulire pentole, pulire posate. Un motorino da un quarto di hp azionava le varie spazzole ed aspirava il sudiciume in un cassetto ripulibile. Ma non è entrato mai in produzione. Made in USA, 1948.

Pur nell’eccesso di entusiasmo, non sempre la fantasia si è allontanata troppo dalla realtà. Nel 1956 il direttore di una nota industria elettronica americana è stato il geniale ideatore di un ritrovato dalle capacità “assolutamente impensate”, un macchinario che, grazie all’energia a microonde irradiata da un radar, prometteva la conservazione a tempo indeterminato di cibi cotti e crudi. Questi cibi, tenuti sotto vuoto a temperatura inferiore a quella della congelazione e “bombardati” dall’energia a microonde sprigionata dal radar, perdevano tutta l’acqua al loro interno. In questo modo non si aveva più bisogno del frigorifero! Al momento della consumazione era sufficiente immergere i cibi nell’acqua, e così riacquistavano tutto il peso perduto (gli alimenti disidratati si comportavano come spugne). La cottura avveniva attraverso il forno tradizionale…

La fiducia nella scienza non si è limitata a questo. Il ritrovato più sofisticato e forse anche meno pratico risalente al 1958 era americano, e traeva i suoi presupposti da un principio fisico: un apparecchio che riusciva a sottrarre il calore grazie al passaggio della corrente elettrica attraverso diversi metalli conduttori…L’elettrodomestico, abbastanza complesso, era descritto come segue: “un prototipo sperimentale di frigorifero che presenta la caratteristica di essere assolutamente privo di organi meccanici consentendo quindi di realizzare una considerevole economia di dimensioni e di peso rispetto ad un normale frigorifero, ed in piu’ la soppressione completa del ronzio, gia’ molto attenuato degli attuali frigoriferi”. Comodo, descritto in tono affascinante, in questo caso la sua tecnologia fu negli anni seguenti effettivamente sviluppata e frigoriferi con “effetto Peltier” (dal nome dell’inventore) esistono tuttora sul mercato!

I prototipi non finiscono qui. Nel prossimo articolo parleremo degli elettrodomestici multifunzione…

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