CUCINA ‘APERTA’ O CUCINA ‘CHIUSA’ (II)?

Ecco la seconda parte dell’articolo che conclude l’argomento sulle cucine “aperte” e “chiuse”. Questa settimana approfondiamo le caratteristiche della seconda tipologia.

La definizione non pretende di essere tecnica: serve solo per rendere l’immagine di un ambiente in cui ogni oggetto, utensile ed accessorio rimane preferibilmente celato dietro i pannelli delle basi, dei pensili e degli armadi.

La cucina “chiusa”

Anche in questo caso si tratta di una scelta estetica. Chi vuole realizzare un progetto con queste prerogative in genere apprezza uno stile minimalista, pulito ed essenziale, qualità tipiche dell’arredamento moderno. La linea dei mobili emerge su tutto e il decoro e l’eleganza sono dati dalla qualità delle finiture e da colori uniformi, a tutto campo.

Ogni stoviglia, posata od utensile deve poter essere riposto “all’interno”, quindi per ogni oggetto bisogna pensare ad una sede ideale, in cui possa essere ergonomicamente recuperato durante le operazioni di cucina.

In questo contesto gli elementi per il contenimento si moltiplicano e si diversificano in base alle funzioni e alla posizione rispetto alle aree operative. Si possono “specializzare” con l’adozione di appositi divisori o rastrelliere.

– Armadi: singoli o schierati a coprire un’intera parete sono capienti e utili a dare una sensazione di uniformità all’aspetto della cucina. Sono funzionali soprattutto alla sistemazione degli attrezzi più ingombranti.

Per quelli posti in zona limitrofa al blocco o al piano cottura, la parte inferiore può essere accessoriata per ospitare pentole e tegami. E’ sempre preferibile conservarli in una posizione in cui la polvere non si accumuli all’interno e separatamente dai coperchi (che possono essere sistemati in una vicina rastrelliera, sempre interna), in modo che l’aria possa circolare liberamente. La parte superiore può contenere piatti, bicchieri, tazze e contenitori di ogni tipo.

In quelli periferici si possono stivare apparecchi particolari come gelatiere o i pezzi speciali dei servizi da tavola, usati solo di rado (zuppiere, grandi piatti da portata, ecc.).

– Cestelli estraibili: oltre ad essere particolarmente comodi per il tipo di apertura, si rivelano indispensabili quando il loro interno viene ripartito per ospitare gli attrezzi usati regolarmente o almeno una volta alla settimana. Può essere utile anche valutare criticamente le proprie abitudini culinarie e decidere di collocare sotto il piano di lavoro e il piano cottura i condimenti preferiti (olio, sale, pepe, spezie, vino, aceto, e così via), contenitori per la pasta, ecc.

In un altro cestello puoi conservare le tovaglie, le presine e gli strofinacci. In un altro, con rastrelliera interna, i piatti e i coperchi delle pentole e dei tegami.

– Cassetti specializzati: sono un’idea preziosa per riuscire ad avere sempre in perfetto ordine posateria particolare. Ad esempio, saprai sempre dove trovare coltelli per il formaggio, utensili per tagliare le verdure, apribottiglie, schiaccianoci o accessori di pasticceria se dedichi loro uno scomparto dove siano sempre inseriti nel loro spazio, senza appoggiarli dove capita o farli “migrare” da un cassetto all’altro.

Da un punto di vista estetico, la soluzione di una cucina “chiusa” potrebbe essere stilisticamente conveniente se l’ambiente in cui sarà inserito il progetto è comunicante con il reparto giorno, come può succedere in un monolocale. L’unico rischio che si può correre è di esagerare con l’ordine e la razionalizzazione e quindi di realizzare una cucina anonima, fredda e poco vissuta.

Autore: Ilaria Gentilucci