ELEMENTI DI ‘UNIVERSAL DESIGN’

La definizione “Universal Design” fa pensare all’ultima tendenza d’arredo, ma in realtà si tratta di un particolare settore della progettazione che ha lo scopo di rendere gli ambienti ugualmente accessibili a persone con differenti caratteristiche fisiche e motorie (bambini, anziani e diversamente abili), garantendo massima funzionalità, comodità e sicurezza.

Ma non pensare a qualcosa di troppo tecnico. I suoi principi più importanti (che sono stati riassunti in sette punti principali, che ti elenchiamo qui) assomigliano infatti molto alle comuni regole del buon senso:

1 – Equità d’utilizzo. Il progetto deve risultare usabile in ugual modo da persone diversamente abili.

2 – Flessibilità d’utilizzo. Il progetto deve venire incontro ad una vasta gamma di preferenze e particolari necessità.

3 – Semplicità e intuitività. Il funzionamento di ogni elemento deve essere facile da capire, indipendentemente dall’esperienza, le conoscenze, la padronanza di linguaggio o dalla capacità di concentrazione dell’utente.

4 – Accessibilità delle informazioni. Il progetto deve riuscire a comunicare efficacemente tutte le nozioni necessarie all’utente per l’utilizzo, indipendentemente dalla sua capacità di camminare, vedere o udire.

5 – Tollerabilità agli errori. Cioè deve minimizzare rischi e potenziali conseguenze negative di azioni non intenzionali.

6 – Minima sollecitazione fisica. Deve essere efficacemente fruibile e confortevole anche con il minimo sforzo fisico.

7 – Dimensionamento in rapporto a diversi approcci d’utilizzo. Ossia deve mettere a disposizione spazio e dimensioni tali da rendere buona l’abitabilità indipendentemente dalle dimensioni del corpo, dalla postura e dalla mobilità dell’utente.

In cucina

Più che una dottrina, come vedi, si tratta di un orientamento, tanto più utile quanto personalizzabile in base alle proprie esigenze.

Ecco qualche esempio di facile applicazione in cucina:

– se hai problemi di vista, oltre ad installare buone luci sottopensile ti sarà utile optare per uno schema di colori contrastanti, ad esempio piano di lavoro scuro (su cui risaltino bene piatti e stoviglie chiari) e interni chiari per i pensili (per individuare meglio gli oggetti collocati più internamente);

– se in cucina ci sono spesso bambini o persone con movimenti poco stabili, abbandona tappeti e rivestimenti sdrucciolevoli (marmo, piastrelle lucide), per pavimenti in laminato o anche legno (opportunamente trattato per l’ambiente);

– in generale, evita aperture che necessitino piegamenti o curvature innaturali del corpo, inserendo forni e lavastoviglie in colonna e utilizzando mensole estraibili;

– preferisci meccanismi di apertura che necessitino di minime articolazioni delle dita. Rubinetti a leva piuttosto che a manovella; maniglie grandi abbastanza da poter essere afferrate con la mano intera o, meglio ancora, aperture push-pull, a principio magnetico;

– allo stesso modo, scegli elettrodomestici con comandi a pressione (piastre, bottoni, ecc.) piuttosto che a manopola, e provvisti di segnali acustici e visivi ben chiari, in modo da non lasciare aperto il frigo o da sapere quando il forno a microonde ha concluso la cottura.

Autore: Ilaria Gentilucci