DOPO IL FENG SHUI ARRIVA IL WABI SABI

Dopo essere stati invasi dalla filosofia-moda del Feng Shui proveniente dall’esotica Cina, prepariamoci ora alla novità del 2003: il Wabi-Sabi. Negli States sta prendendo piede proprio in questi mesi, e tutto lascia credere che inonderà le terre europee entro poco tempo.

Un’antica filosofia giapponese

Nato dalla reinterpretazione dell’antica filosofia giapponese Wasabi, il Wabi-Sabi non troppo diversamente dal Feng-Shui, aiuta a riportare armonia, equilibrio e salute negli ambienti della propria casa.

Ma in cosa si differisce il Wabi-Sabi dal Feng Shui sostanzialmente? Potremmo dire, con una inevitabile (in questo contesto) semplificazione delle due filosofie, che il Feng Shui ordina la circolazione di energie attraverso un’appropriata collocazione di mobili e arredi, nonchè grazie all’uso del colore. Il Wabi-Sabi ricerca armonia nella ricchezza spirituale della bellezza, nella ricerca della semplice naturalità di ogni singolo oggetto e quindi nella semplicità.

Profondamente influenzato dallo zen buddista, l’antica disciplina fiorita attorno al XVI secolo si propone di fondere il concetto di “wabi” – con cui si definisce tutto ciò che è vivo, fresco e semplice – con il concetto di “sabi”, oggetti la cui bellezza dura nel tempo. Ciò che si ottiene è una definizione di bellezza non comune nella nostra cultura e nella nostra storia in quanto enfatizza ciò che è imprevedibile, imperfetto e incompleto. Nel Wabi-sabi bisogna trovare un delicato equilibrio tra il possedere l’oggetto e mantenere un certo distacco da esso.

Il Wabi-sabi nell’arredamento della cucina

Riportato nel mondo della casa non significa certo una mescolanza senza ordine o criterio di mobili e materiali, ma trasforma in una luce particolare tutti gli oggetti più semplici di uso quotidiano: una vecchia caffettiera, un piatto in porcellana della nonna. Può essere “wabi-sabi” tutto ciò che è rustico e semplice e rigorosamente natura.

Wabi-Sabi in cucina significa pensare alla qualità e non alla quantità. La qualità di vita innanzitutto, che si riflette nello stile di vita in cucina, nell’armonia dello spazio e nella gestione del tempo.

Eliminare tutto ciò che è superfluo, come la caffettiera nuova, che non usate ma che tenete in dispensa per il futuro, via il tostapane più grande se quello che usate quotidianamente è sufficiente, niente fiori finti, che seppur belli e perfetti per il vostro arredamento sono funzionalmente inutili e non provengono dal mondo della natura. Recuperate vecchi fiaschi di vino o contenitori in vimini, che andranno benissimo per l’atmosfera wabi-sabi.

Bellezza è ciò che è irregolare e incompleto

Tutto ciò che è simmetria e linee precise non appartiene a questa filosofia, che legge nella linea retta l’intervento della mano dell’uomo. L’imitazione della natura prevede linee irregolari e quella che normalmente potrebbe essere definita “imperfezione” è per il wabi-sabi la perfezione della natura, dunque è il massimo canone di bellezza.Quali colori usare? Ovviamente si scelgono colori natura,naturali, sia nella loro composizione che nella loro tonalità. Un’industria americana, la Pantone Inc, leader nella produzione di vernici per la casa ha presentato la nuova “palette” del 2003 dichiarando che la scelta delle gamme è stata onfluenzata da questa filosofia.

Mantenete un certo gusto anticato, inserite pezzi di pietre o cimeli provenienti da luoghi sacri o culturalmente importanti, dimenticatevi di tutto ciò che è complesso o complicato.

Per approfondire potete leggere “Wabi-sabi per artisti, designer, poeti e filosofi”, di Koren Leonard, 2002 Editore Ponte alle Grazie.

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