COME VIVERE LA PENISOLA IN CUCINA

Quando vennero ideate offrivano un sostanzioso spazio aggiuntivo per la preparazione dei pasti. Viste come la prosecuzione ideale del piano di lavoro, senza imporre gravi limiti alla vivibilità dell’ambiente, le penisole davano anche l’occasione di poter usufruire di un comodo settore di contenimento in più, grazie a cassetti e scoparti di dimensioni anche maggiorate dal piano alla base.

Con l’apertura del reparto cucina verso l’ambiente living ora si va sempre più valorizzando la funzione di questo elemento come luogo ideale per la consumazione dei pasti, da dedicare ad occasioni conviviali più intime ed informali rispetto a quelle consumate sul tavolo centrale. Difatti, chi non ha problemi di spazio può permettersi di inserire nella composizione anche una penisola oltre al tavolo tradizionale. In questo modo si avrà sempre un angolo speciale da dedicare ad una cena a due, oppure ad un comodo pranzo per qualche amico, per cui la penisola è preferibile in termini di organizzazione e di ambientazione.

La penisola si può trovare in alcune varianti. La versione più semplice in assoluto vede il piano prolungarsi perpendicolarmente alla linea della cucina, posta a parete. La struttura di questo modello è molto leggera ed essenziale: il piano viene sorretto da uno o più supporti e offre quindi tutto lo spazio necessario per la collocazione di sgabelli su entrambi i lati (lo spazio per le gambe è sufficiente). A seconda della lunghezza, possono trovare posto dalle tre alle sei persone circa. Una soluzione del genere offre una valida alternativa al tavolo, nel momento in cui si è costretti a studiare la composizione della cucina in un locale poco ampio, a dalla forma allungata e stretta.

Quando il tavolo c’è, nella porzione di spazio sottesa al piano della penisola possono trovare posto ampi cassettoni, in cui riporre pentolame e accessori da tenere sempre a portata di mano. In questo caso, necessariamente, le postazioni per stare seduti si riducono, ma l’importante è che sia stata ricavato, almeno in un lato al di sotto del piano, lo spazio sufficiente per le gambe delle persone che si siederanno sugli sgabelli. Questo tipo di penisola può ospitare all’incirca due/tre persone (due in linea sul lato lungo, una sul lato interno, sempre che qui non siano stata inserita una base in linea).

La penisola può anche assumere forme originali e configurarsi come un piccolo angolo a parte. Se non sufficiente per un pranzo o una cena, sarà perfetto per una tranquilla colazione, da soli o in due. Sotto la soluzione nella foto, di forma ottagonale, è stata ricavata una libreria, con vani aperti su quattro lati.

In un ambiente comunicante con il living, come dicevamo, la penisola può diventare un confine ideale, dove si associano, nell’estetica e nella funzionalità, alcune caratteristiche di entrambi gli ambienti. Su un lato di essa possono trovare spazio complementi ed elettrodomestici (sul piano i fuochi o il lavello; incassato nella base sul lato rivolto verso la cucina il forno). Dall’altra la sua funzione è quella di un bancone snack, concepito per accogliere almeno un paio di persone, su sgabelli, magari, dello stesso materiale dei mobili del salotto. Poiché il piano risulta occupato per metà, può essere l’ideale come angolo per l’aperitivo, dove accomodare gli ospiti mentre il padrone di casa finisce di cucinare. Per il pasto, infatti, ci si trasferirà nella parte dell’open space dedicata alla sala da pranzo.

Le cucine nelle foto sono Belvedere (foto 1 e 3), Life (foto 2) e Glam (foto 4) di Scavolini.

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