CHE COS’E’ UN DETERSIVO BIODEGRADABILE?

I detergenti e i detersivi sono sostanze che utilizziamo in grande quantità in cucina. In lavastoviglie, per lavare i piatti ma anche per detergere le superifici di lavoro e i pensili. Ma quali sostanze usiamo in realtà ogni giorno? Che cosa è un detergente sintetico? E quello biodegrabile? Che cosa sono i tensioattivi presenti nei comuni detergenti? Iniziamo allora un viaggio di approfondimento nel mondo dei detersivi.

Per detergente s’intende una sostanza che, introdotta in un bagno di lavaggio, facilita la rimozione della sporcizia dal corpo da lavare, diminuendo le forze che tengono unito lo “sporco” ed aumentando le forze di attrazione tra lo “sporco” e il bagno di lavaggio.

Queste forze sono dette tensioni superficiali e le sostanze, contenute nei detergenti, che modificano queste forze sono perciò dette tensioattivi.

Attualmente la categoria dei detergenti comprende i saponi ed una serie di composti classificati genericamente come “detergenti sintetici”.

E’ bene sapere che quando si parla di “biodegradabilità” di un detergente, ci si riferisce unicamente al grado di biodegradabilità dei tensioattivi contenuti nella formulazione del prodotto.

E’ necessario quindi capire cos’è un tensioattivo, la cui definizione scientifica suona così: “dicesi tensioattivo quel tal componente che riduce la tensione superficiale dell’acqua più di -400 Dine/cmq.”

Per comprendere meglio il concetto di “tensione superficiale dell’acqua”, immaginiamo un bicchiere d’acqua riempito a metà nel quale immergiamo una sottile lamella metallica; sollevandola molto lentamente noteremo che l’acqua tende a resistere sulle superfici della lamella, cercando di trattenere la lamella stessa. In alternativa osserviamo come la superficie dell’acqua in un tubo sottile, non è piatta, ma aderendo alla superficie interna del tubo, sia chiaramente convessa. Tale tensione è una forza che, con opportune apparecchiature, è perfettamente misurabile.

Avendo chiaro il concetto di tensione superficiale, intuitivo diventa capire la funzione dei tensioattivi: sono molecole molto grandi in grado di rompere la linearità dell’acqua, diminuendone la tensione superficiale. I tensioattivi aggiunti nei detersivi permettono pertanto all’acqua di penetrare meglio e più a fondo nei tessuti, aumentando di conseguenza il potere lavante del “liquor di lavaggio” (acqua + detersivo). I tensioattivi hanno un potere distaccante: si “infilano” sotto lo sporco e lo staccano dalla superficie cui è attaccato; un potere bagnante quando si sostituiscono allo sporco legandosi alle superfici; un potere emulsionante quando avvolgono lo sporco formando delle minicelle che vengono poi asportate dall’acqua di risciacquo. L’insieme di queste proprietà si definisce “potere lavante”.

Ulteriore caratteristica importante dei tensioattivi è quella di essere composti da due parti: una lipofila (grassa) ed una idrofila (acqua): questa composizione permette alla molecola di tensioattivo di legarsi allo sporco grasso con la sua parte lipofila e di essere asportata dall’acqua con la sua parte idrofila:immaginiamo un tensioattivo come uno spillo in cui la parte acqua è rappresentata dalla capocchia e la parte grassa dallo stelo. Prendiamo una macchia (grassa) ed immaginiamo di infilavi uno spillo come descritto: lo stelo grasso penetrerà nello sporco legandovisi, mentre l’acqua del risciacquo si legherà con la capocchia sporgente, asportando l’intera macchia. L’eccessiva presenza di particelle di calcio e magnesio nell’acqua , annulla il potere lavante dei tensioattivi: essi non agiscono più, per questo in fase di lavaggio è necessario addolcire l’acqua fissando magnesio e calcio.

Nei prossimi articoli parleremo degli enzimi, dei sostituti del fosforo e andremo a cercare un detergente ecologico per capirne le differenze rispetto a quelli ordinari.

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